Come Pastorizzare la Paglia per la Coltivazione dei funghi

 

La paglia è uno dei substrati più utilizzati nella coltivazione dei funghi, soprattutto per molte varietà di Pleurotus. Viene impiegata sia dai coltivatori professionisti sia da chi coltiva funghi a livello hobbistico, perché è un materiale facile da reperire, economico, leggero e relativamente semplice da preparare. Per queste caratteristiche, rappresenta una delle soluzioni più pratiche per coltivare funghi, sia in piccoli esperimenti domestici sia in produzioni più strutturate.

 

Tipologie di paglia per coltivare funghi

Esistono due tipologie principali di paglia: la paglia intera, cioè quella che si ottiene dopo la trebbiatura, composta da steli lunghi e integri, e la paglia sminuzzata, che viene tritata in pezzi più piccoli. Entrambe possono essere utilizzate per la coltivazione dei funghi, tuttavia la paglia sminuzzata è quasi sempre preferibile. Permette infatti di ottenere un substrato più compatto e uniforme, aumentando la superficie disponibile per il micelio, che trova così più punti su cui svilupparsi. Il risultato è una colonizzazione più rapida e omogenea.


Pastorizzazione della paglia: quando è necessaria

La pastorizzazione della paglia serve a ridurre drasticamente la presenza di microrganismi competitori, come muffe e batteri, senza sterilizzare completamente il substrato. Questo passaggio è importante perché offre al micelio un vantaggio iniziale nella colonizzazione. La pastorizzazione non è però sempre strettamente necessaria nella coltivazione dei funghi. Quando si coltiva indoor, in contenitori chiusi come sacchi o secchi, diventa praticamente indispensabile, perché l’ambiente umido favorisce anche lo sviluppo di contaminanti. Al contrario, nella coltivazione all’aperto, la pastorizzazione non è sempre obbligatoria. In questi casi il substrato si trova in un contesto naturale, esposto all’aria e ai microrganismi ambientali, e la pastorizzazione può quindi essere considerata un’opzione.


Come pastorizzare la paglia

Uno dei metodi più semplici per pastorizzare la paglia è quello in acqua calda. In base alla quantità di substrato da preparare, possono essere necessari alcuni strumenti, come un pentolone, un fornello a gas, sacchi di iuta ed altro.

 

  1. Inserire la quantità necessaria di paglia all’interno di un sacco di iuta. I sacchi di iuta sono ideali per pastorizzare il substrato, perché sono realizzati in materiale naturale e non rilasciano sostanze tossiche quando l’acqua viene portata ad alte temperature. Comprimere bene la paglia all’interno del sacco e richiuderlo con cura.

  2. Posizionare il sacco all’interno del pentolone e riempire con acqua fino a sommergerlo completamente. Poiché la paglia tende a galleggiare, è importante utilizzare un peso per mantenerla sotto il livello dell’acqua. A questo scopo si può usare, per esempio, un mattone o un altro oggetto pesante adatto.

  3. Utilizzando un fornello a gas, portare l’acqua a una temperatura di 80 °C. Una volta raggiunta questa temperatura, abbassare la fiamma e cercare di mantenerlo stabile per circa un’ora, in modo che il substrato venga pastorizzato correttamente. È possibile utilizzare un termometro per controllare la temperatura e assicurarsi che rimanga nel range indicato.

  4. Spegnere il fuoco e rimuovere il peso utilizzato per mantenere il sacco immerso. Estrarre il sacchi di iuta dall’acqua mentre è ancora caldo e appenderlo per favorire la scolatura e il raffreddamento della paglia. Per appenderlo, è possibile utilizzare una corda elastica con ganci. In base alla quantità di paglia, possono essere necessarie circa 4–6 ore per il completo raffreddamento. Una volta raffreddata e scolata, la paglia avrà raggiunto il livello di umidità ideale.


Dalla paglia pastorizzata alla coltivazione

La pastorizzazione della paglia è un procedimento abbastanza semplice, utile per preparare un substrato più pulito e adatto alla coltivazione dei funghi. Quando viene gestita correttamente, la paglia diventa più favorevole allo sviluppo del micelio e meno esposta al rischio di contaminazioni, soprattutto nelle coltivazioni indoor. Una volta pastorizzata, può essere utilizzata per coltivare funghi in contenitori come secchi di plastica, sacchi o cassette di legno, oppure per realizzare aiuole e letti di funghi all’aperto.

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